Sviluppo del Cucciolo

Sviluppo del Cucciolo

 

Sviluppo del Cucciolo

Dalla nascita all’età adulta, il cucciolo attraversa diverse fasi di sviluppo fisico e sensoriale.

La corretta crescita del cucciolo di cane implica che queste fasi vengano rispettate in modo ottimale.
Maggiore è l’attenzione che viene conferita al cucciolo, minori saranno le problematiche sia dal punto di vista caratteriale che fisico che si avranno nel cane adulto.
L’alimentazione, l’educazione e la conoscenza della razza, sono i punti chiave.

Ogni cucciolo attraversa delle tappe di sviluppo comportamentale che possono essere suddivise in:

1.    periodo prenatale
2.    Periodo neonatale
3.    Periodo di transizione
4.    Periodo di socializzazione.

Periodo prenatale
Studi scientifici hanno recentemente dimostrato che anche a livello fetale, i cuccioli possono essere sensibili a stimoli esterni, in particolare a stress.
Esistono infatti dei meccanismi di trasmissione di informazione tra madre e feto.
Perché questo aspetto è così importante? Perché allevare un cane significa porre attenzione a tutte le fasi della sua vita, queste conoscenze hanno permesso di capire l’importanza del ruolo della madre nella crescita futura dei cuccioli ancor prima di nascere.
Un ambiente tranquillo e una madre che non manifesta sintomi di aggressività, stress o ansia, renderanno migliore lo sviluppo psico-fisico del cucciolo di cane.

Periodo neonatale (da 1 a 15 giorni circa)
Per lungo tempo questo periodo sia nel cane che in altri animali, è stato molto sottovalutato in quanto l’attività del cucciolo è stata ritenuta di tipo “vegetativo” , quindi poco importante. In realtà dato lo sviluppo neurologico già consistente, questa fase assume ruolo di fondamentale importanza nella crescita psico-fisica del cane.
Predominante è in questi primissimi giorni di vita il sonno, che costituisce il 90% dell’attività giornaliera.
Durante il sonno è frequente assistere a movimenti di orecchie, faccia, zampe.
I cuccioli vivono quasi sempre ammassati gli uni sugli altri e oltre al calore, il contatto è fondamentale per lo sviluppo sensoriale successivo. Il momento di veglia è strettamente correlato all’assunzione del latte; si osserva la presenza due riflessi: Il riflesso di ricerca ovvero il cucciolo di cane attraverso il movimento del muso riesce a trovare la mammella della madre Riflesso labiale è un riflesso primario atto a provocare la fuoriuscita del latte, si sviluppa al contatto con il  madre il movimento del labbro che attraverso la suzione permette la sopravvivenza del piccolo.
I movimenti che i cuccioli sono in grado di compiere in questo periodo sono molto limitati, non possono alzarsi e per spostarsi si spingono strisciando.
Dopo circa dieci giorni di vita gli arti anteriori diventano più forti e permettono al cucciolo di alzarsi, mentre gli arti posteriori impiegano più tempo.
Non c’è quindi da preoccuparsi se il cucciolo si trascina con gli arti anteriori.
L’unico mezzo di comunicazione con la madre, avviene attraverso una serie di versi chiamati guaiti che attirano subito l’attenzione.
Per i primi quindici giorni, i neonati restano totalmente in contatto con la madre e il calore della vicinanza li mantiene tranquilli. Alcuni studiosi hanno dimostrato che l’allontanamento precoce del cucciolo a questo stadio, provoca ansia e agitazione.
La cagna si dedica ai piccoli completamente, li allatta e li lava leccandoli  stimolando con il riflesso perineale grazie al quale i cuccioli sotto stimolazione della madre emettono feci e urine.
Già a questa età sono altamente sviluppate la sensibilità tattile e il senso del gusto.
Inizia in questa fase l’attaccamento vero e proprio della cagna verso i suoi cuccioli, quindi se il contatto con la madre viene in qualche modo compromesso, si potranno innescare dei meccanismi di sofferenza che potrebbero intaccare il successivo sviluppo comportamentale.

Periodo di transizione

La durata di questo periodo è compresa tra l’apertura degli occhi dei cuccioli fino alla comparsa dell’udito.
Comprende un insieme di fenomeni sensoriali che permettono al piccolo di orientarsi e muoversi in maniera sempre più indipendente.
Gli occhi iniziano ad aprirsi, il sonno non è più la fase predominante, ma anche il periodo di veglia diventa più consistente.
Si manifesta l’attaccamento dei cuccioli verso la madre, questo grazie allo sviluppo neurosensoriale sempre più adeguato,i guaiti prendono sempre più sfumature di suono complesse; in poche parole il cucciolo inizia a prendere coscienza di se e del mondo che lo circonda, da qui il suo istinto lo spinge ad avere necessità di esplorare.
Il concludersi di questa fase è caratterizzato dall’insorgenza di un riflesso estremamente importante: il riflesso di trasalimento.
La valutazione della presenza di questa risposta ad uno stimolo permette di capire se il cucciolo ha sviluppato correttamente l’udito, oppure permette di capire se un cucciolo ha subito un distacco troppo precoce dalla madre.
Come si può valutare: è sufficiente prendere un cucciolo di circa 20-25 giorni, metterlo su una superficie il più possibile tiepida e morbida e battere le mani sopra la sua testa, così facendo dovrebbe sollevarsi sulle zampe anteriori e lasciarsi cadere.
Più è accentuato questo riflesso e più il cucciolo sta manifestando stress da distacco precoce. La fase finale di questo periodo comprende lo sviluppo di quello che viene denominato imprinting. Cosa si intende per imprinting: è il processo mediante il quale l’animale impara a riconoscere la propria specie e l’uomo.
È la prima fase di apprendimento del cucciolo ed è importantissima.
Rispetto alle altre forme di apprendimento, la caratteristica saliente dell’imprinting è che avviene solo in un momento particolare della vita del cucciolo ovvero quello che viene definito il periodo sensibile.
Alla base di questo fase c’è il riconoscimento materno, fondamentale per la stessa sopravvivenza.
Il cucciolo di cane riconosce e memorizza forma odore e vocalizzi della madre, tanto che la loro separazione durante questo momento potrebbe risultare deleteria per l’intera esistenza dell’animale.
Secondo studi effettuati da Lorenz che sperimentò l’imprinting sugli anatidi, lo stesso riconoscimento sessuale nell’età adulta e anche una corretta interazione con la vita di branco nel caso dei nostri cani, dipende da un corretto imprinting.
Pensiamo dunque all’importanza del rapporto con la madre e di come questo influisca poi nell’età adulta, per questo è fondamentale che un cucciolo non venga mai staccato troppo presto dalla madre, chiunque vorrebbe prendere un cane il più piccolo possibile pensando di farlo integrare bene nella propria famiglia, ma non è così, si rischierebbe solo di fare insorgere delle patologie comportamentali che possono essere evitate rispettando le corrette tappe dello sviluppo .

Il periodo di socializzazione
Ormai terminata la fase di transizione, il cucciolo ha una serie di capacità sensoriali che gli permettono di esplorare sempre più a fondo tutto quello che lo circonda e di entrare in quel mondo complesso della socializzazione.
Il cucciolo deve imparare a comunicare usando non solo i canali vocali, questo è essenziale per la sua stessa sopravvivenza.

I canali non vocali sono:
1.    Tattile
2.    Olfattivo
3.    Visivo
4.    Uditivo
Chiaramente sono sensi che con l’età si accrescono nell’animale, i segnali inviati dagli altri individui devo essere codificati subito, questi fanno parte di quel bagaglio di rituali che sono alla base della vita stessa del cane.
Pensiamo per esempio ai rituali di corteggiamento, alla gerarchia che si crea nel branco e alla caccia, se un cane non fosse in grado di leggere i segnali intraspecifici potrebbe anche non sopravvivere.
Cosa si intende per socializzazione: si intende la capacità del cucciolo di immagazzinare un determinato quantitativo di informazioni riguardanti tutto ciò che lo circonda.
Deve riconoscere il territorio, la sua famiglia, gli altri individui, gli altri cani, insomma deve imparare a interagire col mondo che lo circonda.
Al giorno d’oggi è nel vocabolario di chiunque ha un cane la parola socializzazione, ma dobbiamo stare attenti, dietro questa parola si cela una complessa fase della vita del cucciolo.
Attenzione, far socializzare un cucciolo non significa assolutamente buttare il cane in mezzo alla gente ad altri cani ad ambienti nuovi così per farlo abituare, perché in questo momento il cucciolo apprende due cose: quelle positive e quelle negative e questo bagaglio resterà con lui tutta la vita.
Se un’esperienza nuova risulta negativa, difficilmente sarà possibile modificare questa sua idea, quindi più riusciamo a rendere graduale l’ inserimento di una novità e più il bagaglio del nostro cane verrà arricchito positivamente.